Mattina, vai a prendere il treno. Lui dovrebbe essere lontano, non dovresti, non vorresti vederlo mai più… e invece è li davanti a te.
Non sai come reagire, ti tremano solo le gambe di rabbia… di tutti i posti e tempi in cui poteva trovarsi… è li di spalle davanti a te.
E non sai se seguire il tuo cuore, afferrarlo e portarlo via con te… o ascoltarne le crepe che lui stesso ha scavato e spingerlo sotto i binari…
La ragione poi vince… sperando di non essere visto passi, e sparisci nella folla… ma la mente è stanca per resistere alle domande del cuore…
… perchè pensi di essere andato avanti se quando lo rivedi non stai in piedi?
… come vivi sapendo che ogni volta che finalmente è finita il destino in qualche modo te lo butterà di nuovo davanti?
… e cosa devi fare per ricominciare a fidarti della gente?
Domande lecite… ma ignorate. Ho una vita che funziona, in qualche modo. Un cuore che funziona, e non l’avrei mai detto. Amici che funzionano, questo lo sapevo. E metà della mia anima che ha già le braccia tese per prendermi quando cado…anche solo con un messaggio...
TU non vali niente di tutto questo… niente di quello che credevo ci fosse stato… niente di quello che avrei voluto avere con te… non vali la mia sofferenza, che ormai un fastidioso ronzio… e non vali quella di chi è venuto prima di me, che ho conosciuto, e capito.
Nonostante questo… non capisco perchè il destino in cui tanto credo mi tiri questi scherzi… e mi obblighi a ripensare a tutto… tutto…
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